inaugurazione 13 marzo 2005
sul palco
Tziganotchka
Il progetto nasce nel 2002 per gioco e per passione verso una musica che da sempre accomuna le genti di tutti i popoli, espressione dei sentimenti quotidiani semplici e istintivi: quella tradizionale delle feste paesane, suonata nelle piazze e nelle aie, ai matrimoni e ai funerali, straordinariamente vivace poi improvvisamente triste e di nuovo frizzante, animata dalle persone attorno ai musicisti vere protagoniste fra vino applausi e danze.
Quattro dei componenti del gruppo provengono dalla Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli e fra le loro esperienze recenti ci sono alcune collaborazioni musicali con compagnie teatrali. La formazione attuale degli Tziganotchka si completa con l'ingresso di Andrea Gatta.
Gli Tziganotchka propongono un repertorio che salta sfacciatamente da un'aria d'Irlanda a una ballata Klezmer, da una tarantella pugliese a un valzer francese dal finale a sorpresa. Offrono con leggerezza ma con rispetto un assaggio della musica popolare che va dall'est Europa al sud Italia, musica dalle sonorità acustiche che han sapore di antico e creano atmosfere emozionanti.
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chitarra acustica e voce • Andrea Gatta
fisarmonica • Cristian Sali
flauti Gloria • Zecchi
percussioni e organetto diatonico • Andrea Branchetti
violino, organetto diatonico e voce • Elena Zecchi
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info: gloriazecchi@libero.it
in mostra
Marcello di Camillo
Marcello di Camillo forlivese del '74 diplomato all'Accademia di Bologna predilige soggetti figurativi per i suoi quadri, in particolare i ritratti. Non ha importanza che siano ritratti veri o presunti, nel senso che il soggetto di partenza può essere una fotografia, un ricordo, un sogno o un vero modello; ma anche in quest'ultimo caso la somiglianza dei tratti e la veridicità dei segni è secondaria, o meglio, conseguente ad un approccio tutto interiore con il soggetto-immagine il cui punto di vista è più "da dentro" che "di fronte".
Il suo gesto preciso e disinvolto attinge a sensazioni viscerali; ma se per alcuni artisti l'approccio "viscerale" induce a stravolgere, contaminare la materia con la quale lavora, in questo caso l'occhio, seppur collegato allo "stomaco", rimane fedele alla forma verosimilmente armonica e all'uso cromatico gradevole benché guidato da una coraggiosa sapienza istintuale.
Se il risultato, quindi, spesso è carezzevole alla vista non ci si lasci trarre in inganno.
Cecilia Coppola
i vini
I magistrali sangiovesi gustati all'inaugurazione sono stati offerti dall'azienda vitivinicola Roberto Celli di Predappio Alta
info: www.robertocelli.com