venerdì 1 aprile 2005, ore 21,30
Pepe Medri e Timbuctù Orkestra
hanno suonato le musiche composte da Pepe Medri per la colonna sonora del film Bérbablù
e nuove composizioni del nuovo progetto discografico
sul palco:
Pepe Medri - organetto diatonico, bandonéon
Dimitri Sillato - violino, piano
Giancarlo Bianchetti - chitarra
Gianluca Ravaglia - contrabbasso
Vincenzo Vasi - theremin, voce
e
Davide Reviati
ha esposto gli story board originali realizzati per Bérbablù
- la mostra è aperta anche l’ 8 e 9 aprile dalle ore 18 alle 20 -
- iniziativa legata al progetto sociale *AGUA DOCE, delle favelas di Rio de Janeiro -
_
Giampiero (Pepe) Medri
Dopo aver studiato clarinetto al conservatorio G.B Martini di Bologna si interessa di strumenti popolari studiando organetto diatonico con il maestro Riccardo Tesi e bandoneòn con il maestro Hector Ulises Passarella.
Dal 1990 insegna organetto diatonico alla Scuola di musica popolare di Forlimpopoli.
È uno dei fondatori dei Bevano Est, gruppo di musica popolare, con cui incide Gradisca, e del sestetto Equipaggio che esegue musiche originali.
Collabora come bandoneonista con Vinicio Capossela, con il Tango Group diretto dal maestro Passarella con cui si esibisce anche in duo in importanti contesti internazionali in Irlanda Francia, Austria, Spagna, Svizzera, Stati Uniti, Brasile, Argentina.
Nel 1999 si esibisce come solista e compositore alla New York University.
Compositore e musicista per il teatro: Teatro delle Briciole di Parma, CTF di Cervia, Ravenna Teatro, partecipa ai maggiori festival nazionali ed internazionali.
Dal 1997 collabora con l'associazione VACA varii cervelli associati per la realizzazione delle musiche del film Bérbablù, progetto a cui ha lavorato per 7 anni, seguendo direttamente il lavoro ddi preparazione del film e componendo e arrangiando una quantità straordinaria di brani. Il disco con 16 originali della colonna sonora è stato pubblicato nel gennaio 2005.
Pepe Medri e Timbuctù Orkestra è il suo più recente progetto: nel 2002 è uscito il loro primo CD Sala d'attesa, con composizioni originali del maestro Medri ed è in preparazione il secondo disco previsto per la fine del 2005.
*Pepe Medri segue personalmente il progetto sociale AGUA DOCE, che lavora con l'assistenza, l'informazione, la coscientizzazione e l'organizzazione popolare nelle montagne di Petropolis e nella Pianura de Rio (Baixada), Brasile. AGUA DOCE ha costruito una decina di asili e centri sociali operando con l'appoggio di piccoli gruppi internazionali di solidarietà.
Timbucù Orkestra
(tratto dalla presentazione del CD Sala d'attesa )
Timbuctù, la regina delle sabbie, città dove anche gli animali parlano con gli uomini, terra antica di scambi culturali tra etnie diverse, è sicuramente un nome esotico ad effetto che può apparire pretenzioso per un gruppo di musicisti e, in un tempo come il nostro, dove contaminazione rischia di diventare una parola alla moda o un vago e spesso mancato atteggiamento sociale, il nome di questo luogo si può avvertire forse come un po' ammiccante...
In realtà Pepe, musicista puro, che suona quasi esclusivamente sue composizioni, ci ha offerto un'importante occasione umana; quella di avventurarci spontaneamente, senza troppe preoccupazioni linguistiche o stilistiche in un territorio ambito e difficile come quello della fantasia, spingendoci però oltre, fino a quel misterioso e lontanissimo borgo che sta dentro di noi e che come artigiani del suono, senza compromessi, cerchiamo sempre: la nostra essenza, il percorso dell'abbandono.
Comunque la si intenda, la musica di questo disco rimane una musica semplice, che alterna momenti di improvvisazione, anche totale, come le introduzioni e le molte finestre aperte all'interno dei brani, a momenti o pezzi interamente decisi oralmente nella più classica tradizione popolare. Pochi sono gli arrangiamenti scritti. Il lavoro è stato compiuto interamente dal vivo in studio ed è stato molto divertente poterlo realizzare.
In fondo, la musica di Pepe, la sentiamo ormai un po' anche nostra, e questa appartenenza, che va al di là dei suoni e delle barriere cerebrali di una certa «cultura», ci fa incamminare verso la città per noi più importante da vivere, il cui nome altisonante si fa quasi fatica a pronunciare, a scrivere: la nostra anima.
Dimitri Sillato
Davide Reviati
nasce a Ravenna, da famiglia parmense, nel 1966.
Frequenta l'Accademia di Belle Arti e il c.f.p. Albe Steiner; qui incontra giovani artisti e scrittori con i quali fonda il gruppo VACA vari cervelli associati. Terminati gli studi, rientra all'Albe Steiner, dove insegna tecnica del fumetto e dell'illustrazione.
Autore di fumetti e illustratore, si dedica in seguito anche alla pittura.
Nel 1991 crea il personaggio Cisco Medrano , "poeta tronico di un mondo futuribile prossimo-venturo".
Nel 1992 dà vita a Drug Lion, un fumetto sull'emarginazione e l'etilismo, il cui protagonista é un leone "notturno e malconcio, dalla bottiglia facile, indissolubilmente legato, suo malgrado, alla disincantata aquila Agfa, una sorta di alter ego che lo accompagna in un mondo poetico e rarefatto, seppur coi tratti, spesso ben riconoscibili, della provincia romagnola".
Cisco e Drug debuttano sulle pagine di VACA-fujeton.
Nel 1995 realizza Ahi ahi Anselma, una storia di Drug Lion pubblicata in libro all'interno del cofanetto omonimo (VACA ed.).
Collabora come illustratore e autore di fumetti con le edizioni Granata Press (Bologna), Moby Dick (Faenza), 3ntini (Argenta), Necron (Torino), Puravida (Forlì).
Ha illustrato vari libri, come la riedizione de L'Hospidale de'pazzi incurabili (Essegi, 1990) di Thomaso Garzoni, o Il bestiario dell'impiegatto (VACA, 2001) di Gianni Zauli.
Dal 1997 collabora con le edizioni Mare Nero (Roma).
Nel 2002 esce il libro DRUG LION ~ i sogni e le stelle (Mare Nero e VACA ed.), che vede raccolte in volume una buona parte di storie del 'Leone', realizzate dal '96 al 2001.
Nel 2003 esce il libro a ~ Un'avventura di Drug Lion (centro fumetto A. Pazienza).
L'interesse per il cinema e il teatro si traduce in lavoro: collabora alla sceneggiatura e realizza lo storyboard per i lungometraggi Tanabèss e Bérbablù. Realizza un'animazione per il secondo lungometraggio del gruppo VACA, Tizca ~ gli uccelli dipinti del Caucaso (1999).
Nel 2003 una serie di dipinti sull'infanzia, ai quali lavora da tempo, ispirano il progetto Bambini - azione di teatro, pittura e luce. Con Elena Bucci e Claudio Ballestracci è ideatore dell'evento, curato dall'associazione Rrose sélavy, che comincia il suo percorso al 33° festival Santarcangelo dei Teatri.
Dal 1990 ad oggi partecipa a varie esposizioni collettive e personali di fumetti e pittura.
Storyboard e Davide Reviati
(tratto da Nick mano fredda n. 1 / 2000)
Quando dicemmo a Davide Reviati, nel lontano 1996, all'epoca di Tanabèss che lui doveva fare lo storyboard (ma sì, un pò di vignette per illustrare il film!), ci trovammo dopo un mese di fronte ad una montagna di disegni che formavano un film già bell'e fatto e montato a modo suo.
Non riesce a prendere alla leggera niente Reviati e così i registi dovettero scornarsi con lui sui piani sequenza e sui tagli di montaggio, neanche fosse stato l'autore del soggetto e della sceneggiatura. Poco importa, di fatto si sentiva delegato a rappresentare le motivazioni artistiche di tutti.
Dopo un simile precedente le strade da prendere erano due: 1. Mandarlo al diavolo e non averlo mai più tra i piedi. 2. Farne una specie di alter-ego tanto prezioso quanto insopportabile. Buona la seconda.
Così la lavorazione di Tizca.Gli uccelli dipinti del Caucaso (dove quel bontempone del soggettista aveva addirittura previsto una lunga parte per lui), fu uno spasso.
La prima attrice, la bravissima Elena Bucci, dovette decidere su due piedi se ucciderlo o innamorarsene, buona la seconda (ancora ne paga le conseguenze), i registi si rassegnarono a lunghe notti al chiaro di luna, fortunatamente era estate.
Il resto della troupe qualche volta si chiede ancora cosa è successo in quel giorno o in quell'altro.
Morale: o la VACA è masochista o Reviati è veramente un grande disegnatore e quindi i suoi storyboard sono qualcosa di più di una traccia, magari arrivano ad essere una fascinazione.
La potente lobby dei suoi pochi ma pervicaci ammiratori, guidata da un intelligente e sagace Coniglio, ci impone di stare sul lato fascinazione. E noi ci stiamo, visto che a Berlino, a quel Contact Europe, di cui si parla ampiamente qui a lato, i produttori e gli addetti ai lavori erano veramente molto colpiti da quel che vi presentiamo qui in basso e da un altro paio di libroni illustrati su location e altro per Berbablù.
L'unico problema è che nessuno lo vorrebbe attorno al set o in post produzione e allora lui fa l'offeso e si rifugia nella sua tana e ci tocca pure supplicarlo perché esca.
Abbiamo parlato di tana e non di casa perché Davide Reviati è un mostro mitologico, parte uomo e parte leone. Inutile fare pettegolezzi su quale parte fisica sia l'uno o l'altro.
Qui sotto, come dicevamo, abbiamo riprodotto in bianco / nero il libriccino che si dava ai produttori.
Manco a dirlo: lui non voleva.
Era per rifarne qualcuna di queste illustrazioni, cioè tutte.
Noi pubblichiamo il libriccino così com'era, con i testi in lingua inglese e questa variante del b / n che ci scuserete ma voi siate gentili, diteci qualcosa: lo dobbiamo tenere ancora con noi?
la VACA