Venerdì 9 giugno 2006, ore 21

Una produzione ARRIVANO DAL MARE! Centro Teatro di Figura di Cervia - In collaborazione con Sala 5X10

LE PAROLE PERDUTE
Viaggio nella poesia popolare romagnola
in compagnia del Fulesta
Sergio Diotti
e di alcuni accoliti: ricercatori, musicisti, giovani narratori, voci popolari,
questa sera
Alice Kupczick e Alessandro Sistri

Musiche dal vivo di Umberto Giovannini

"Le parole perdute... si sono spente.
Come una candela senza stoppino, come una lanterna senza olio.
Non sono svanite: risuonano nei ricordi di chi le ha ascoltate.
Se ne sono andate n po' per volta, come ospiti annoiati, man mano che le voci tacevano: non più ninne nanne, non più filastrocche, non più favole, non più orazioni.
Man mano che le voci tacevano, le persone restavano mute e ferme, come colpite da una paralisi o da un incantesimo. E oggi ricordiamo l'epoca gloriosas in cui tutto il mondo cantava: uomini, animali, cose."

Da molti anni Sergio Diotti ha riportato alla luce, in Italia e all'estero, la figura del Fulesta, il raccontatore di favole, storie, leggende della tradizione popolare emiliano-romagnola: un lavoro di ricerca e riproposizione che ha portato a un ciclo di 8 produzioni dal 1991 ad oggi, in dialetto, in italiano, in francese; vera e propria saga" documentata anche da un libro "Il Ritorno del Fulesta" Guaraldi 1993, un cd musicale "La Favola dei Giorni più buoni" 1998, tesi di laurea e saggi vari.
In questa creazione, allestita per la prima volta per il Festival "Poesiamo" di Gambettola, Diotti si è per la prima volta avvicinato alle forme più sconosciute del repertorio orale della nostra regione: filastrocche, tiritere, favolette con morale, ballate e orazioni, elogi e formule di saluto, veri e propri gioielli della cultura popolare giunte a noi, come scrisse Italo Calvino, "attraverso il lento ruminìo delle coscienze contadine".
Per questo nel corso di questo spettacolo anomalo, intervengono anche di solito ricercatori ed esperti, con i loro taccuini d'appunti, foto, registrazioni: in questo caso l'etnomusicologo Alessandro Nistri; e narratori non professionisti, portatori però di storie molto belle, fantastiche o di vit reale non importa, a testimonianza di come si possa oggi tentare di riannodare quel filo della memoria tra generazioni e forme culturali che sembrava interrotto.
Completano il cast alcuni degli allievi più promettenti formati alla narrazione dall'Atelier delle Figure, la scuola per Burattinai -la prima in Italia-   attiva da alcuni anni a Cervia: qui Diotti e gli altri docenti lavorano perché il ritorno della arte del raccontare e quella del mostrare figure, così intimamente connesse, trovino nuove leve e nuovi estimatori.