venerdì 2 novembre 2007, 21:15
NonMiPiaceIlCirco!
rock sperimentale minimalista
in apertura:
Aelen
rock indie-slessico

Matteo Preabianca: voce, batteria
Paola Russo: tastiera, sampling, voce
Giorno dei morti: e noi celebriamo un genere che a intervalli epocali viene dato per estinto. Il rock ovviamente. Lo facciamo con la chitarra a mezz'asta. E anche senza chitarra.
Fin dal 2003 NonMiPiaceIlCirco! si definisce una «band attenta a non intaccare il mondo con la propria presenza». È il suo slogan storico, ma sa più di manifesto e di aforisma che di fiducioso motto pubblicitario. Intanto il mondo, zitta zitta, se lo sta girando: Europa, Stati Uniti, Canada. Curioso per un gruppo indipendente italiano (viene dalla feconda provincia milanese) che per giunta canta in patrio idioma.
Dal suo sito web si apprende subito che l'idea germinale è di «creare un circo che non sia un circo, in un tendone che non sia un tendone, in cui i protagonisti siano dei musicisti. Un circo in grado di esprimere il rispetto del valore della vita dell'animale umano e dell'animale non umano, (...) alla vita della conformità e dell'uniformità, alla vita del "lo fanno tutti, perché non io?", alla vita dell'idea comoda». Per ammissione del gruppo stesso, l'intento non si è compiutamente realizzato, ma c'è tempo e tanta determinazione.
Matteo Preabianca, dottore in mediazione linguistica e culturale, suona e insegna batteria dopo un'infanzia trascorsa col violino in mano. S crive e traduce per Gentleman , Studi Lovecraftiani , Il Fatto e altre riviste, cartacee e online . Viaggiatore irrequieto, non si accontenta mai del già visto. Con le precedenti formazioni ha collezionato premi e passaggi televisivi: gli ARA, due volte vincitori di Rock Targato Italia , primo premio allo Scorribande 1999; i Pay the Snow, per Radio Popolare i "Nirvana italiani", con all'attivo concerti in vari paesi d'oltralpe; gli Eurograss, band viennese insospettabilmente votata al bluegrass. Dei NonMiPiaceIlCirco!, un cui canta e suona la batteria, è l'autore principale dei testi: ora insofferenti, ora incolleriti, ora intrisi di spleen. Paola Russo, otto anni di studi classici alla Green Music School di Milano, suona il piano e canta. Coltiva un progetto solista a nome Sedh ( Malassortita , Movimento Flaneur 2005). Dipinge, anche. È poi autrice di fiabe e filastrocche. Anche lei alle prese con la mediazione linguistica e culturale.
Quando concorrono alla formazione del Movimento Flaneur hanno ben chiaro che la musica è solo un aspetto del fare artistico. Il Flaneur va a spasso tra le arti fregando la dogana sulle antiche frontiere dei generi e delle discipline. Non troverete molto sulla follia Flaneur (così come sul gruppo) nella Rete delle reti: per dirne una, «non è su myspace perchè non vuole essere schiava di nessuno, Rupert Murdoch compreso».

Un vagabondare contemplativo, rapito ed estetizzante (la flaneurie, appunto) trasporta il gruppo fuori dai pigri tendoni del music business nazionale - le solite fiacche sonorità, le scelte artistiche asservite all'ascolto facile, quel fare legna col minimo della riflessione... NonMiPiaceIlCirco! ne è fuori. Nel 2004 esce Con una macchia d'asfalto sul viso , due anni più tardi La solita giornata felice , entrambi prodotti dal Movimento Flaneur, entrambi capaci di strappar qualche consenso anche alla critica più severa.
A spiazzare non è tanto la scelta dell'organico (un batterista-cantante, l'astinenza dalla chitarra nel genere guitar oriented per eccellenza) ma la riuscita essenzialità con cui sintetizzano contenuti complessi, tempestati di interrogativi, tracce di smarrimento senza soluzioni in vista, ansie cucite addosso, bianchi livori, invettive sociali e altre gentili bagattelle senza però mai passare il segno del compiacimento nichilista. C'è un'ironia di fondo (acquisita da certo cantautorato noir milanese e brianzolo?) che gioca coi drammi e quasi irride a chi si lascia schiacciare, senza resistenze, dallo sconforto del mondo.
Di recente i NonMiPiaceIlCirco! hanno partecipato alla doppia compilation live Lab12 #2 (Ipazia 2007), a imperitura memoria dell'ultima stagione di concerti presso il loft gestito da Patrizia "Madame P" Oliva. Preabianca, da solo, ha realizzato un documentario sperimentale, dal titolo EP , che in settembre ha ricevuto il certificato del Dogma 95 di Lars Von Trier & co.
www.nonmipiaceilcirco.tk , www.movimentoflaneur.tk, www.riesciacapire.splinder.com
"non so cosa farmene di un immobile" / scotendosi la testa, così fragile / "non ho bisogno di una ordinaria stabilità / tutto quello di cui necessito... è un abito / nero, lungo e stretto che mi copra il volto / che mi dia concentrazione nei momenti in cui evadere / che mi dia l'illusione di potere ancora vivere" / primo giorno: procurarmi una bara in frassino / secondo giorno: prendere le distanze o misure / terzo giorno: evitare che altri entrino con me / quarto giorno: assumere qualcuno che scavi una buca / quinto giorno: noleggiare persone che piangano / sesto giorno: riposo
da Onoranze Lugubri , in La solita giornata felice

Aprirà la serata Aelen, al secolo Matteo Zamagni da Gatteo, FC. Al suo progetto solista partecipano, dal vivo, Luca Facchini (Volticontrolume) e Davide Zecchetto (Indica Moon). In studio, Aelen canta e suona chitarre, basso, laptop e pianoforte, incrociando la vena soft-rumorista, le reminiscenze noise ad un irrinunciabile gusto melodico acustico-classicheggiante e dream pop: riescono così a convivere, in un unico mood, brusii e nitore, intimismo sporco e immacolato.
Alla Sala5x10 ci regalerà una pre-presentazione: l'anteprima dell'ep Mia luna , che sarà dato alle stampe per il Meeting delle Etichette Indipendenti 2007. Al disco ha collaborato Alessandro Gentili, demiurgo dei Lilli Burlero e cofondatore di Ribéss records. Quasi tutto l'ep gira sulle più o meno dolenti note di un amore profondo: per una lei ineffabile, ma onnipresente. Un'Angelica (o Elena) tanto più terribile quanto più elude i sensi che la rincorrono. L'effetto è di una naïveté disarmante.
Voce: incerta, esile perché trattenuta a denti stretti, caduca, dislessica. Testi: tendenzialmente monomaniaci, punteggiati di sgrammaticature: neologismi? sintassi creativa? forse disgrafia. Musica: istintivamente snervata, anemica, princìpi di autismo. È di scena la nudità dell'essere. Se questo è rock, giovani e flebili lamenti risuonano dal suo sepolcro.
Matteo Zamagni: voce, chitarra acustica
Luca Facchini: chitarra elettrica, effetti
Davide Zecchetto: batteria