giovedì 15 novembre, ore 21:15
Davide Giromini & Apuamater Indiesfolk
Carrara – folk apuano d’azzardo
Davide Giromini: voce, fisarmonica
Matteo Procuranti: clarinetto, voce recitante
Lorenzo d'Angelo: chitarre
Gabriele d'Ascoli: basso acustico
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Agli Apuamater piace il rischio. Scommettono su un futuro in cui individuo e collettività - entrambi nelle proprie qualità ed espressioni specifiche - tornino a contare qualcosa. Tornino umani. Lo fanno con una carta che raramente vince e mai sbanca: la musica cosiddetta indipendente. Qui, una combinazione pericolosissima di folk e teatro canzone, inedite mescolanze sonore di varie tradizioni, riferimenti letterari e cinematografici, impegno civile distillato in arte complessa, visionaria, torrenziale. Una puntata di quest'entità è già, per se stessa, un azzardo.
Dietro suggerimento del gruppo, eccoci all'analisi grammaticale.
Folk : Carrara non ha una tradizione musicale vera e propria, o perlomeno ne resta solo qualche lascito sfuggente; il Carrarese stesso, non più toscano e non ancora emiliano né ligure, si sottrae orgoglioso alle facili circoscrizioni della scienza amministrativa; la musica degli Apuamater incarna e mette a frutto, moltiplicandola, l'"anomalia" dell'area apuana.
Apuano : i membri del gruppo vivono alle pendici di quelle Alpi, assai poco ricordate forse perché non così ambite dai turisti-bene come le loro più celebri sorelle; ma la definizione è di comodo: chiamare semplicemente apuane le sonorità degli Apuamater è un azzardo di pigrizia.
D'azzardo : le contaminazioni stesse: dei generi musicali, «dal new folk russo ad uno sgangherato pseudojazz tutto nostrano», passando naturalmente per il cantautorato italiano; dei tributi artistici e morali ai maestri: De Andrè, Csi, Battiato... Dostoevskij, ?echov, Shakespeare, Fenoglio, Nebbiosi, Fellini...; dei temi: la follia, l'emarginazione dei non-omologati, la perdizione dei tempi moderni, ma con una profondità di riflessione e una pienezza espressiva che si incontrano di rado nella musica italiana; temi battaglieri, rara profondità: azzardo al quadrato, coi tempi che corrono.
Davide Giromini, classe 1976, dottore in filosofia e autodidatta di pianoforte e fisarmonica, fonda gli Apuamater nel 2005 dopo numerose esperienze musicali (Les Anarchistes, Del Sangre, Claudio Gabelloni, Treindevie etc.) e teatrali (Teatro Blanca, Teatro Piccolo di Pontedera, Novellae Lunae, Fondazione Pucciniano + Specchi Sonori, Sancho Pancia etc., compagnie per le quali ha composto ed eseguito dal vivo le colonne sonore). Ha all'attivo due dischi: Apuamater: un cavatore, un partigiano, un vagabondo, un marinaio (Sana Rec 2005) e Delirio e Castigo (Corasong 2006). Con gli Apuamater è giunto finalista al premio Ciampi nel 2005 e al premio De Andrè nel 2006.

Questo lavoro nasce dall'idea che il mondo corre in una direzione contraria alla valorizzazione dell'individualità umana, mercificando i modelli e cancellando le differenze. Di questa tendenza la prima vittima è il povero e la seconda il folle. In entrambi i casi la conseguenza è la solitudine e l'isolamento. Prima delle legge Basaglia queste due vaste categorie umane e le condizioni esistenziali conseguenti diventavano un tutt'uno fra le refrattarie mura del manicomio. Il percorso cominciava due secoli prima, ove le prigioni per assassini e i campi chiusi per i trasgressori delle leggi morali imperanti erano quasi la stessa cosa. Basaglia ha combattuto l'isolamento dei pazzi riportandoli nelle strade e rivoluzionando le leggi del manicomio. Per questo il disco [ Delirio e castigo ] è in gran parte dedicato a lui. (...) Le altre considerazioni sono volte a descrivere quella che per me è la vera follia, quella del "darwinismo tecnologico", ove la gran parte del genere umano è alienata da quella lotta di sopravvivenza per combattere la quale ha delegato pochi e oscuri individui».
Davide Giromini